AGILE
per ensemble ed elettronica
(2002-03)
I
miei ultimi tre lavori strumentali, Il ruvido dettaglio
celebrato da Aby Warburg, il Quartetto n°3
e Agile, rispondono a due riflessioni, o meglio a
due diverse tensioni che sento decisive per l’attività
artistica.
1) L’individuazione forte e precisa di un proprio linguaggio.
Essa (risposta ad una spinta biologica più che ad un’intenzione
razionale) contribuisce alla definizione di uno stile, necessaria
per raggiungere la soglia dell’intensità dell’esperienza
estetica, sotto la quale la musica stessa rischia oggi di
impoverirsi. Tale soglia infatti si è progressivamente
innalzata, anche in seguito allo sviluppo tecnologico ed alla
conseguente produzione di messaggi quantitativamente più
ricchi e qualitativamente più immediati. Per poter
pervenire ad una intensità sufficiente, il linguaggio
musicale deve quindi e innanzitutto individuare sè
stesso, descrivendo un mondo il più possibile autonomo
e definito.
2) Il ruolo sociale dello stile. Lo stile come ribellione
dello spirito posto di fronte alla odierna normalizzazione
delle menti, come bandiera di un’autonomia di pensiero
lontana dalla mercificazione o dall’accademizzazione
dei prodotti spirituali.
Agile è una commissione del Cirm di Nice;
l'elettronica è stata realizzata negli studi del Cirm,
con l'assistenza di Frédéric Voisin.
giovanni
verrando, © 2003